15 / 02 / 2005 >>>

"So in continua evoluzione e sempre cercando nuove sonorità"

Secondo quello che ho letto, il tuo primo concerto lo desti a11 anni, per questo avresti dovuto iniziare gia' giovanissimo con la chitarra per poter dare un concerto a questa eta' ... Come furono i tuoi inizi?

Ero molto piccolo, fu a Maratea, una bella localita turistica della regione Basilicata al sud di Napoli, dove da bambino con la mia famiglia andavo in vacanze.

E' un luogo caro perche ' iniziai proprio li' a suonare la chitarra sulla spiaggia. Poi diedi verso i 20 anni dei concerti, prima in piazza poi al chiuso in sale con ottimaa acustica, e sotto questa ispirazione composi "Colombossa" che e' un brano fusionando la colombiana flamenca e lo spirito della musica sudamericana. E la recente "Mararumba" che un omaggio a Maratea.

Napoli immaggino che e' un posto molto speciale per te ....

E' la citta piu flamenca d'Italia paragonabile a Siviglia per il suo modo di vivere. Considero che Napoli ha molte identita ' e assorbe molti linguaggi musicali.

Avendo poi ricevuto negli anni givanili una formazione classica nella chitarra, non hai incontrato difficolta' a passare a una musica tanto diversa come il flamenco?

Per un chitarrista abituato a suonare solo brani di una certa letteratura come Sor, al momento di capire musicalmente una buleria del maestro Sanlucar e di sriverla sul pentagramma incontra non poche difficolta'. Pio figuriamoci a suonarla.

Di fatto ti si considera un grande investigatore flamenco, stile al quale hai apportato un arsnale di trascrizioni .....

Le trascrizioni che ho fatto durante questi 20 anni credo siano intorno a 1000, una pazzia.

Di "Sabicas", Serranito, Ramon Montoya, el "Niño Ricardo", Esteban de Sanlucar, Niño Miguel, Angel Barrios, Manuel Cano Tamayo, Luisito Maravilla, Román el Granaino, Paco Peña, Mario Escudero, Parrilla de Jerez, Paco Cepero, Paco de Lucía, Ramón de Algeciras ....

Qualcosa di veramente valido perche di flamenco non c'e molta letteratura scritta .....

Si, negli anni 80, possedevo poche partiture di toques flamencos perche gli stessi maestri non editavano le composizioni in partiture.

La mia ricerca riguardo la chitarra flamenca inizio' a Cordoba motivato da Manuel Cano, allora unico cattedratico nel conservatorio nel 1983. Sfortunatamente, Egli mori due anni dopo. Una grave perdita, fonte preziosa di conoscenze dirette del flamenco.

Poi negli anni 90 decisi di studiare il toque di Ramon Montoya Salazar, motivato dall' ascolto di una storica registrazione del 1936.

Quando arrivo ' il momento della metamorfosi al flamenco abbandonando la musica classica?

Non ho mai del tutto abbandonato la musica classica: alcuni autori della chitarra classica anche mi interessano, perche con loro il mio reppertorio si arricchisc e di giorno in giorno.

Di fatto ho trascritto due bellissimi brani di Andres segovia che ho registrato nel luglio scorso a Maratea in un CD live.

Ho trascritto melodie di Mussorskj, Domenico Scarlatti, Tansmann, Luis Milan, Frescobaldi, Roberto de Visèe, Manuel Ponce, Mompou, Torroba, Regino Sainz de la Maza, S.L Weiss, Santiago de Murcia, Vicente Asencio, Albeniz, Rousell, etc.

Rispetto molto la produzione Bachiana e di Scarlatti. Di Scarlatti ho studiato alcune sonate per clavicembalo che mi sembrano molto vincolate al clima musicale dell’Andalucia. E’ notorio che Domenico Scarlatti visse molti anni in Spagna, assorbendo la musica locale.

Quindi ti interessi e studi non solo il flamenco ma il classico…

Nel corso di questi venti anni ho ascoltato moltissimi chitarristi flamenchi e classici e altri tipi di musica come jazz, musica araba o indiana; per esempio ho fatto alcune trascrizioni degli arrangiamenti della musica di Napoli o di brani di carattere sudamericano come “Siboney” di A. Lara nella versione di Carlos Barbosa Lima.

Lo stesso feci con la conoscitissima “’O sole mio” dove faccio un arrangiamento per Colombiana mischiato con questa semplice melodia, che è una visione differente, è una lettura differente della Napoli che siamo abituati ad ascoltare.

O l’altra mia elaborazione della canzone napoletana “Lacreme Napulitane” interpretata dal cantante popolare Mario Merola. Nelle due composizioni si ascolta la ricchezza di queste due influenze.

Altra cosa che mi commentasti e' che stavi cercando di fondere il tuo flamenco con altri stili ...

Si a questo ho il mio "Zapateao-Tarantella" in mi minore

Sono a mio agio con queta forma musicale della tarantella. Il fatto di essere nato a Napoli e' stato determinante per ascoltare una musica popolare, canzoni melodiche, e musica del geniale compositore il Clavicembalista Domenico Scarlatti, figlio di Alessandro.

Anche lo zapateado mi e' familiare perche ho studiato le versioni dei miei maestri, Sanlucar, Serranito, Sabicas, Paco de Lucia, Escudero, Niño Miguel.

Nel moo Zapateado tarantella, quindi cerco di creare una connessione traa la cultura melodica di Napoli e quella ritmica tipicamente andalusa.

Ci sono delle connessioni tra musica napoletana e flamenco?

Credo che ci siano per quanto riguarda l' aspetto della forma canzone ... la copla. Alcune cantanti nate a Napoli negli anni 30 somigliano molto a cantanti della epoca d' Oro del flamenco.

La tammurriata a cui accennero' dopo e' un canto sul tamburo ed e' paragonabile a un canto apali seco. Le centinaia di canzoni esportate in tutto il mondo come "O Sole Mio" sono il patrimonio di questa citta' , ma non sono l' unica musica perche, c'e' una musica che possiamo considerare nascosta per la immaggine di quella. Mi riferisco alla musica delle aree Vesuviane come le tammurriate e le fronne, dove intervengono un tamburo che e' quasi sacro .. e una voce di un cantore. poi iniziano le danze.

La chitarra tradizionalmente ha e ha avuto un ruolo di accompagnamento al canto. Nel mio studio sulle canzoni napoletane ho cercato di rispettare la melodia principale, pero variando l' aspetto ritmico che mi sembrava monotono. Per esempio arrangio la tammurriata come se fosse un brano del gitano virtuoso Sabicas.

So in continua evoluzione e sempre cercando nuove sonorita'.

Già vedo che da un repertorio tanto ampio si hanno tante ispirazioni, però si percepiscono anche idee nuove e originali. Come arrivano queste idee?

Le mie composizioni sono in continua evoluzione. Ricordo che, già verso i diciotto anni, iniziai a comporre in forma intuitiva, a volte un’immagine mi suggeriva la musica, o una forte emozione come per esempio un incontro con qualche artista.

Ricordo che, prima del flamenco, componevo a mio modo tarantelle; curiosamente, una mia tarantella in MI min. aveva dei passaggi simili alla versione del celebre J. Rodrigo. La cosa curiosa è che, in quegli anni, non conoscevo il suo Zapateado.

Quali sono i tuoi progetti?

Dal 1 Gennaio 2005, mi sto dedicando a registrare e studiare brani di Mario Escudero e di Manolo Sanlucar; come il povero Maestro Escudero è morto… vorrei incidere un disco in suo ricordo.

Di Sanlucar, invece, vorrei tornare a risuonare brani che ascoltai nel 1982, molto lirici.

Il mio progetto, forse troppo ambizioso, è di fare dischi monografici che contengono brani dei miei maestri o composizioni originali mie o arrangiamenti di brani napoletani o un repertorio di compositori della scuola classica spagnola come Manuel De Falla, Albeniz o Scarlatti (scuola italo-spagnola)

Molti progetti sono questi! Spero ti lascino uno spazio per apparire sui palcoscenici, per quelle persone che stanno qui per poter gioire della tua musica dal vivo

(Bruno ride)

Si, certo!

Intervista 17 / 12 / 2005 >>>







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